maggio 28, 2021 - Vinitaly

Valorizzare il Valpolicella Superiore, il vino che meglio esprime il territorio veneto

Dici #valpolicella, ed il primo #vino che viene in mente è il suo grande Amarone, vertice qualitativo di una denominazione capace di muovere un giro d’affari enoico di 600 milioni di euro all’anno, e che, nel complesso, nel 2020 ha resistito all’urto della pandemia, cedendo solo il -3,3% in valore nelle vendite di #vino. Ma ora il Consorzio lancia un progetto dedicato al #vino della denominazione che più di altri esprime la territorialità, ovvero il #valpolicella, nella sua versione Superiore. Perchè se l’Amarone è il “vino di metodo”, l’appassimento (come il Ripasso ed il Recioto) per antonomasia, il #valpolicella Superiore, sottolinea il Consorzio, è “quello che si identifica simbioticamente con il territorio”, e che sarà al centro di un nuovo progetto di sviluppo che debutta il 24 giugno, con l’evento digitale “Valpolicella Superiore - A Territory Opportunity”, che metterà in connessione produttori, operatori e stampa nazionali e internazionali per un focus per la prima volta interamente dedicato alla denominazione più “giovane e fresca” dell’area.

“Quello che inizia è un percorso articolato - spiega, a WineNews, il presidente del Consorzio, #christianmarchesini - che nasce da qualche mese, e pensato per valorizzare soprattutto il #valpolicella Superiore, che ad oggi rappresenta il 6% dell’imbottigliato del sistema #valpolicella. È un percorso che inizia anche da un questionario inviato alle aziende, con il quale abbiamo chiesto loro quali sono i punti su cui insistere per migliorare ed identificare meglio il #valpolicella Superiore. L’idea del CdA del Consorzio è quella di dire: abbiamo fatto un grandissimo percorso su due vini, l’Amarone ed il Ripasso, che sono legati fortemente ad una tecnica, quella dell’appassimento, che in #valpolicella ha avuto uno sviluppo molto importante sia a livello qualitativo che quantitativo, ma dobbiamo ragionare anche su due vini che siano espressione totale del territorio, che sono il #valpolicella ed il #valpolicella Superiore. Ed il #valpolicella superiore non deve avere solo quella caratteristica prevista al disciplinare, cioè un più lungo affinamento e mezzo grado alcolico in più del #valpolicella, ma intraprendere un percorso che porti ad una più marcata identificazione del #valpolicella Superiore, che sia un #vino estremamente elegante, fine, e che si vada a posizionare nel mercato dei fine wine. 

È questo l’obiettivo che ci siamo prefissati, e cercheremo di indirizzare i produttori in questa direzione. Non sarà facile, ma penso che le piccole dimensioni di quello che è il #valpolicella Superiore oggi ci possano aiutare”. Sono due le sessioni del “Valpolicella Superiore - A Territory Opportunity” che, il 24 giugno, dunque, saranno trasmesse in diretta streaming su Zoom e sui principali canali social del Consorzio (Facebook e Instagram).

Nella prima, il Consorzio presenterà a stampa, trade e aziende il primo #valpolicella Annual Report, il dossier completo dei trend di produzione e clima degli ultimi 50 anni, oltre che di mercato. Tra i contenuti anche i risultati dell’indagine interna sul #valpolicella Doc Superiore realizzata con l’obiettivo di individuarne profilo stilistico, organolettico e di mercato e tracciare le prospettive future di questo #vino. In programma, anche uno special tasting di otto #valpolicella doc Superiore (selezionati alla cieca da una commissione tecnica), guidato da Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano; Filippo Bartolotta, wine educator conosciuto anche come “Il sommelier delle star” e JC Viens, giornalista e Italian wine expert.

Un percorso che guarda al futuro, e che parte da un presente che, dopo mesi difficili, sembra tornare a crescere: “abbiamo chiuso un 2020 in linea con il 2019 - conclude Marchesini - ed il 2021 è partito in modo scoppiettante guardando ai dati dell’imbottigliato. Nel primo quadrimestre 2021 (sullo stesso periodo del 2020) il #valpolicella è cresciuto del 10%, il Ripasso del 15%, l’Amarone addirittura del 35%. E quello che, da alcuni, è reputato un punto di svantaggio dell’Amarone, ovvero la presenza capillare in Gdo e nei mercati del Nord Europa, in realtà con il Covid ha dimostrato di essere un punto di forza. Siamo fiduciosi, senza montarci la testa però, perchè come abbiamo visto le cose possono cambiare anche in maniera repentina”.

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