ottobre 11, 2021 - Piacere Modena

Storie, uomini, cultura: alla scoperta delle radici delle DOPe IGP modenesi con Federico Quaranta, Paolo Reggiani e Leo Turrini

“Per stare al mondo, per conoscerlo, per viverlo bisogna versarlo, toccarlo, bisogna impastare per ritrovarsi nel piatto il buon cibo. Bisogna ascoltare il mondo, i suoni e i rumori della vita, bisogna ascoltare le storie dei nostri vecchi, dei nostri nonni, per sapere e costruire”.  

È il motto di Federico Quaranta, “Cantastorie del territorio e del cibo”, ma è anche la perfetta sintesi del tema conduttore del talk show “Le radici dei prodotti modenesi DOP e IGP, ambasciatori di storie, di uomini e della cultura del territorio, che ieri dal Castello di Levizzano Rangone a Castelvetro di #modena ha ufficialmente inaugurato la quinta edizione di Gusti.a.Mo21, la manifestazione organizzata da Piacere Modena con il patrocinio del Comune di ModenaComune di Castelvetro di ModenaComune di Carpi, della Provincia di #modena, della Regione Emilia Romagna e della Camera di Commercio di Modena

Dell’importanza delle radici e del ruolo fondamentale che esse rivestono nel successo di un prodotto ad Indicazione Geografica, si è parlato diffusamente insieme a narratori” d’eccezione, tra cui proprio il conduttore televisivo e radiofonico Federico Quaranta, da anni impegnato a valorizzare il patrimonio italiano inteso come territori, personaggi, cibo ed eccellenze del mondo agricolo. Da due stagioni al timone di ‘Linea Verde Radici – Storie dalla Terra’, si conferma uomo di riferimento per i temi legati alla sostenibilità, alla tutela ambientale e al territorio che da sempre rappresentano il suo principale interesse. Quello che compie quotidianamente è un viaggio attraverso racconti e storie emozionali, luoghi e location inedite che conducono alla scoperta di tradizioni, eccellenze locali, storie di sostenibilità e salvaguardia ecologica. Con cui vengono messe in risalto le bellezze del territorio, l’artigianato, le prelibatezze gastronomiche e le aziende del nostro Paese rappresentanti delle eccellenze italiane, ma anche le storie della gente e degli addetti ai lavori, siano essi contadini o imprenditori, cuochi o guide locali.  "La scomparsa dei prodotti tipici e tradizionali non rappresenta solo una diminuzione di ricchezza dal punto di vista economico ma una vera e propria sconfitta culturale - ha affermato Federico Quaranta. Esistono due tipi di cultura equivalenti in valori: quella alta fatta di libri e di studi, di biblioteca ed università e quella bassa, perché è bassa la terra, e delle sapienze tramandate per dizione tra generazioni. La prima è la bella copia dell’altra. Se scompare un piatto tradizionale, un prodotto locale, con lui andranno perdute tutte quelle storie che per secoli si sono raccontate intorno ai tavoli delle cucine o nelle botteghe artigiane... ogni prodotto è un progetto culturale che va in primis conservato e custodito perché è nella varietà e nella diversità che un popolo possiede ricchezza".

Maggiori informazioni nel comunicato stampa da scaricare